domenica 19 aprile 2009

Ce l'abbiamo fatta! Adesso si fa sul serio...


Cari Amici,


lo so che ho fatto tardi (ci si è messo anche il "febbrone da cavallo") e avete fatto bene a criticarmi, ma sono sicuro che resterete contenti di quello che ho preparato per voi e anche delle belle opportunità che vi sto offrendo.


Quella di http://www.sisbor.blogspot.com/ è stata indubbiamente una bella esperienza, ma forse c'è stata un po' di confusione: gli argomenti da trattare erano troppi e le esigenze piuttosto variegate.


Adesso è tutto più ordinato e più lineare, sicché possiamo ricominciare nel migliore dei modi.


Vi spiego tutto in sintesi.


Adesso ho diviso l'argomento Opzioni dall'argomento Fib creando due specifici siti-blog, ai quali vi invito a fare subito riferimento:






Tramite questi siti vi potrete iscrivere subito ai rispettivi Corsi Teorici (gratuiti!) che partiranno entro i prossimi 3 giorni e verranno forniti in dispense (pdf) inviate al vostro indirizzo di posta elettronica.


Inoltre potrete richiedere, se interessati, i Segnali Operativi, che partono martedì 21 aprile e che per il primo mese - dimostrativo - vengono offerti a un prezzo scontato dell'80%.


Dopo di che, vi invito a utilizzare i rispettivi blog per fare domande, per proporre argomenti, insomma per comunicare e crescere insieme.


Adesso andate subito a vedere se le cose sono di vostro gradimento... e fatemi sapere.


In bocca al lupo!

giovedì 16 aprile 2009

Cari Amici, non vi ho dimenticati...

Sono quasi lusingato dalle numerose mail (a proposito: scusate il ritardo nelle risposte), dalle telefonate e dai post che ho ricevuto in questi giorni perché ho "trascurato" questo blog.
Ho piacere di verificare che mi seguite con interesse e vorrei non soltanto tranquillizzarvi ma, soprattutto, precisare che ho solo "lavorato per voi".
Già oggi pomeriggio, infatti, conto di comunicare su questo sito e, ancor più dettagliatamente tramite news letter (sarete tutti iscritti spero), le belle novità che ho predisposto per voi, basandomi proprio sulle vostre richieste delle quali non posso fare altro che tenere conto.
Tanto per farvi capire la mole di lavoro che mi ha "distratto" in questi giorni, vi anticipo solo che, accanto a questo sito dedicato in lungo e largo ai Derivati (mi è stata giustamente rimproverata una inevitabile dispersività) attiverò altri blog specializzati nello specifico argomento: Opzioni, Fib, Mini-Fib.
Inoltre attiverò in maniera definitiva (e più conveniente) i servizi relativi ai segnali, riconoscendo a tutti voi lo scorporo di tutte le eventuali somme già versate, indipendentemente dagli esiti di questa settimana.
Non dimenticate, infatti, che adesso sta per cominciare il mese borsistico di maggio, un mese tradizionalmente ricco di opportunità. Fin qui ho dovuto dedicare molto (troppo) tempo alle esigenze organizzative, adesso invece potrò dedicarmi allo scopo vero e fondamentale di questa attivitò: quella che ho correttamente definito "la macchina per far soldi".
E sono sicuro che saprò farmi perdonare del fatto di avervi potuto dedicare meno tempo in questi giorni.
Appuntamento, dunque, a questo pomeriggio. E chi ancora non si è iscritto alla news letter gratuita lo faccia in fretta per favore, perché credo che sia un supporto indispensabile alle nostre comunicazioni. Buon lavoro.

giovedì 9 aprile 2009

Quali Opzioni scegliere?


Una delle domande (comprensibilmente) più ricorrenti da parte vostra è la seguente: "quali" Opzioni conviene comprare?".
Non è che mi voglia tirare indietro, ma rispondere a questo quesito è un fatto estremamente complicato; tuttavia oggi vi darò qualche ragguaglio sulle indicazioni di massima che devono guidare la vostra scelta.
Nell'occasione rispolvereremo insieme una fondamentale nozione teorica: i fattori che concorrono a determinare il prezzo di un'Opzione.
Diciamo che sono essenzialmente tre:

1) La distanza dalla base;
2) Il tempo residuo;
3) La volatilità del mercato;

Vediamoli in dettaglio.

1) La distanza dalla base è rappresentata dal numero di punti che bisogna aggiungere (nel caso delle Call) o togliere (nel caso delle Put) all'indice S&PMib per raggiungere il valore della base stessa. Mi spiego: se l'indice S&PMib presenta un valore "netto" di 16.500 punti, allora sia una Put 15.000 che una Call 18.000 si collocheranno a 1.500 punti di distanza e si considereranno "out of the money", appunto, di 1.500 punti, in quanto il valore alla scadenza della Put corrisponderà al numero dei punti (moltiplicati per 2,5 €) al di sotto dei 15.000, e per contro, quello della Call equivarrà ai punti al di sopra dei 18.000. In un verso o nell'altro, dunque, le opposte Opzioni maturerebbero un valore effettivo alla scadenza dopo la soglia dei 1.500 punti. Attenzione, però: il fatto che al momento non abbiano un valore "effettivo" non vuol dire che non abbiano un valore - in molti casi anche elevato - di mercato. Le Opzioni, infatti, possono essere rivendute in qualsiasi momento, ed è chiaro che, a parità di altri fattori, un'Opzione che si avvicina alla base vale di più di quanto è stata pagata, mentre una che si allontana dalla base vale di meno. Un'Opzione che si avvicina alla base a una distanza inferiore ai 500 punti viene definita "at the money"; un'Opzione che "supera" la base (la Put sotto i 15.000 o la Call sopra i 18.000 nell'esempio considerato) entra "in the money" e, come meglio vedremo in seguito, cessa di essere propriamente un'Opzione e va, preferibilmente, venduta (e magari sostituita con altre Opzioni più lontane come basi; ma questo argomento è al momento prematuro).

2) Il tempo residuo è, chiaramente, un elemento di straordinaria importanza: se dovessimo considerare "eterne" le Opzioni, dovremmo anche mettere in conto che "prima o poi" entreranno tutte "in the money". Il fatto è che questa condizione deve invece maturare "entro" i termini di scadenza prefissati (le Opzioni scadono su base mensile, e precisamente il 3° venerdì di ogni mese; ciò non toglie che sia possibile acquistare Opzioni a scadenza trimestrale, semestrale, annuale...
Anche qui, chiaramente, vale il discorso della "probabilità" nella determinazione del prezzo: a parità di altre condizioni (base e volatilità) il prezzo sale con l'aumentare del tempo disponibile. A pochi giorni (o addirittura a poche ore, a pochi minuti) dalla scadenza un'Opzione tende a evidenziare un incremento esponenziale della velocità con cui si svaluta.

3) La volatilità, infine, incide in maniera rilevante sulla "probabilità" (e dunque sul valore) di un'Opzione. Sintetizzando (in maniera impropria, ma sufficiente a rendere l'idea) potremmo definire la volatilità come la velocità con cui il mercato si muove in quel dato periodo. Esistono infatti delle fasi "statiche" in cui i ritmi sono soporiferi (e quindi la possibilità di fare grandi affari semplicemente acquistando Opzioni diminuisce sensibilmente) ed altre in cui invece si determinano accelerazioni frequenti ed improvvise: in quest'ultima situazione è chiaro che il valore delle Opzioni (sempre a parità di altri fattori) aumenta considerevolmente, in rapporto all'accresciuta probabilità che si verifichino escursioni di prezzo molto favorevoli a chi ha comprato. bE cerco subito di spiegare il perché.
Immaginiamo che il mercato si muova improvvisamente di 1.000 punti, che cosa può succedere? Due i possibili scenari: i 1.000 punti sono stati percorsi in direzione favorevole alla nostra Opzione (al rialzo se è una Call, al ribasso se è una Put), oppure in direzione opposta (al ribasso se è una Call o al rialzo se è una Put). Ebbene, cosa accadrebbe in ciascuna delle due opposte possibilità? Nel primo caso la nostra Opzione - sempre fermi restando gli altri fattori - potrebbe aumentare di valore anche in maniera eclatante, producendo profitti percentualmente elevatissimi; nel caso contrario diminuirebbe di valore, ma in modo sempre più limitato, nel peggiore dei casi fino all'azzeramento del valore, ma mai oltre.
Insomma, se in una situazione di elevata volatilità ci si mettesse semplicemente a giocare a "testa o croce" si saprebbe in anticipo che in caso di perdita i danni sarebbero comunque limitati, mentre in caso di guadagno i profitti assumerebbero proporzioni stratosferiche. Ecco perché il crescere della volatilità provoca un forte incremento del prezzo delle Opzioni.
Infatti, ciò che io pago acquistando un'Opzione è la "probabilità" che la stessa vada, come si dice, "in prezzo", prima della scadenza. E questa "probabilità" è strettamente correlata gli altri due fattori: la base (più è vicina la situazione "in the money", maggiore è la possibilità che l'Opzione vada a buon fine) e il tempo (quanto più lunga è la "vita" delle Opzioni, tanto più probabile diventa la possibilità di ottenere un guadagno).

Moa non preoccupatevi: non dovete essere voi ad eseguire i complicati calcoli con cui si determina il prezzo delle varie Opzioni sulla base di queste tre componenti: purché abbiate l'accortezza di evitare le situazioni in cui la differenza fra la domanda (in gergo "denaro") e l'offerta (in gergo "lettera") è significativa, il giusto prezzo lo fa direttamente il mercato. Voi, però, dovete fare il resto... e io sono qui per cercare di farvi assimilare i concetti base del buon Trading con le Opzioni.

martedì 7 aprile 2009

Torniamo alle Opzioni... con qualche novità

Ho appena risposto (sul Post precedente) alla giusta lamentela di un amico-utente, che si rammarica di non trovare più lo spazio tecnico che finora avevamo dedicato alle Opzioni.
Il bello del blog è proprio questo: si sbaglia, ma se ne parla subito e, quando è possibile, si trovano le soluzioni più valide e più rapide. E poi, se necessario, si correggono anche queste.
Approfitterò di questa breve pausa pasquale per rimettere un po' di ordine, ma non posso che concordare sull'esigenza di approfondire e sviluppare il discorso sulle Opzioni.
Anche martedì, peraltro, si è assistito a una giornata priva di particolari scossoni, in cui però ha cominciato a farsi strada il metodo sul FIB protetto.
Ma sono tutti argomenti che affronteremo più tardi, alla luce degli importanti segnali che ci aspettiamo da questa giornata di Borsa.

lunedì 6 aprile 2009

Il MiniFib continua a dominare la scena



Buon inizio di settimana sia per il FIB (che oggi ha acquisito senza danno le Opzioni necessarie per l'operatività protetta e che - salvo imprevisti - promette di dare soddisfazioni anche domani) che per le Opzioni, dove comunque sia le Call che le Put sono state acquistate a ottimo prezzo.
Ma è sempre il MiniFib a guadagnarsi i principali onori della cronaca, anche se oggi, a rigore, non è stato neanche movimentato.
Fatto è che abbiamo acquistato 3 Put Aprile 14.500 alla media di 26,3 punti, a fronte di un ultimo prezzo pari a 45. In poche parole un guadagno di oltre il 70% in poche ore e un'ottima base per partire martedì con la movimentazione del MiniFib.

venerdì 3 aprile 2009

MiniFib: guadagnati 3.444 Euro netti in una settimana! Iscrizioni a rischio (che soddisfazione!).


I miei segnali per le Opzioni hanno chiuso la settimana in perfetta parità: non si è perso e non si è guadagnato (però non si è mai rischiato di perdere cifre significative, mentre si è rischiato di guadagnarle: e questo fa la differenza); il Fib addirittura ha registrato una perdita (ma sempre limitata, nonostante fosse puntato in direzione contraria).
Ciò che importa, però, è il bilancio totale dei 3 Corsi: circa 1.500 Euro di guadagno in 5 giorni.
Ciò che esalta è il consuntivo specifico del Minifib: 3.444 Euro al netto delle commissioni, il tutto senza nessuna esposizione (nemmeno temporanea) di capitale, e senza alcuna fatica (è bastato un solo inserimento di quotidiano di ordini prima dell'apertura della seduta).
Comprensibile l'euforia di chi ha aderito alla proposta MiniFib, ed oggi giustamente si affretta a rinnovare l'adesione ben felice di pagare il servizio SEGNALI per la prossima settimana
A tal proposito devo prudentemente segnalare, in previsione di un probabile affollamento derivante da questo bel successo (ne avremo anche di migliori, vedrete), che probabilmente sarò costretto ad anticipare la chiusura delle liste di prenotazione, non avendo ancora a disposizione un software automatizzato che mi possa consentire la gestione tranquilla di una mailing list sostanziosa.
Vi chiedo pertanto - nell'attesa di poter rendere tutto più agevole - di prenotare prima possibile la vostra adesione: darete così a me il tempo di organizzarmi per questa "piacevole emergenza" e a voi stessi la certezza di poter "essere dei nostri" già a partire da lunedì 6 aprile.
Entro domenica, comunque, conto di pubblicare la sintesi settimanali di tutte le operazioni eseguite con un commento tecnico sulle strategie e sugli esiti.

Iscriviti adesso

giovedì 2 aprile 2009

Siamo tutti contenti... ma il MiniFib (2.640 € di profitto netto in 4 giorni) è stato il più grande di tutti!

Mi pare proprio che abbiamo fatto tutti un buon affare: se vi ho proposto la formula "Vincenti o Rinnovati" per l'abbonamento ai miei segnali, evidentemente sapevo quel che facevo, nel senso che avrei tutelato voi ma mi sarei anche garantito una certa fidelizzazione bdegli utenti.
Domani tireremo le somme dell'intera settimana, ma credo che già sia possibile tracciare un primo consuntivo provvisorio.

Segnali per il FIB "protetto": Oggi abbiamo fatto tutta l'intera seduta con un FIB al ribasso fin da ieri a fronte di un rialzo del 4,66%; inoltre abbiamo venduto un'Opzione Call a 555, e adesso la dovremmo ricomprare a 685. Mamma mia! E quanto ci abbiamo rimesso? Un capitale? No: non solo non ci abbiamo rimesso, ma abbiamo recuperato altri 500 Euro. Se tutto andrà come previsto potremmo ottenere anche qui il superamento del limite minimo di guadagno: in ogni caso ho dimostrato ampiamente quello che volevo, e cioé che con il "Fib protetto" si può guadagnare tanto, ma non si può mai perdere più del previsto. E a fine settimana credo di poter commentare anche un preziosismo tecnico che vorrei mettere in pratica domani.

Segnali per le Opzioni: Ci troviamo in territorio positivo, senza aver mai rischiato di perdere più che gli "spiccioli". Anche qui non voglio cantare vittoria prima del tempo, ma credo sia ragionevole mettere in conto un buon guadagno settimanale.

Segnali per il MiniFib: Qui, come ripeto, ci troviamo già molto al di sopra del minimo previsto: in 4 giorni di Borsa registriamo già 2.640 € di profitto netto, molto più di quanto stabilito come obiettivo minimo... e ancora c'è tutto domani.

Cosa dirvi? Le iscrizioni ai Corsi della prossima settimana sono già attive. Spero che tutti gli utenti abbonati provvedano subito a rinnovare, e spero altresì di accogliere nuovi amici con cui guadagnare insieme...

LEGGI SUBITO LE MODALITA' DI ADESIONE
:

mercoledì 1 aprile 2009

Il Mini-Fib guadagna 1.379 € in 3 giorni


Poderoso, come previsto, il recupero (e le ottime prospettive) del Fib e delle Opzioni, ma lo spettacolo vero continua a farlo il Mini-FIB, sotto gli occhi attoniti e compiaciuti di chi sta seguendo i miei segnali ed è protagonista, oltre che testimone, di questo nuovo entusiasmante "esordio pubblico".
A chi non ha seguito racconto subito la giornata di oggi.
Dopo il bel guadagno di ieri, in nottata ho spedito l'e-mail, che - prudentemente - consigliava l'inserimento di un ordine in apertura del Mini-Fib a 15.300.
Ero così pessimista? No, in realtà non lo ero, ma il modello operativo risultava troppo sbilanciato al rialzo, e così ho inserito volutamente un prezzo (che sembrava) molto basso, essendo consapevole che poi l'eseguito lo avrebbe determinato il mercato.
Mi spiego: io ho inserito un ordine di vendita limitato a un minimo di 15.300, ma siccome il Mini-Fib in apertura quotava di più, è stato in realtà venduto molto meglio (15.390), vicino ai massimi della mattinata. Poi è stato ricomprato a 14.985, ossia a 20 punti in più del minimo di giornata (e qui lasciatemi essere orgoglioso); infine la giornata si è conclusa a 15.625. E qualcosa mi fa pensare che domani adotterò una strategia analoga, visto che anche sul piano delle Opzioni si è avuto un netto miglioramento.
Insomma, non vorrei cantare vittoria troppo presto, ma tutto sembra procedere per il meglio. E sono lieto che chi segue i miei corsi si staia appassionando e stia già cominciando a guadagnare bene... probabilmente più di quanto avevo ipotizzato!

A proposito di "stop loss"...


Questa mattina ho deciso di fare un intervento particolare e davvero inconsueto.
Infatti - come ho ripetuto più volte, e a dispetto di quanto si è sempre detto di me - io non mi sono mai occupato di "pronostici", o meglio, me ne sono occupato solo e soltanto per "dissacrarli".
L'umanità è affascinata dalle previsioni, dalle religioni, dalle superstizioni e... dalle false statistiche. Tutte attività che personalmente apprezzo poco, perché si basano sulla pretesa "onnipotente" (e pericolosa!) di poter indovinare cosa accadrà nel futuro, e di poter utilizzare vantaggiosamente gli "indizi", anche quelli più validi.
C'è una differenza fondamentale, però: divinazioni, religioni e superstizioni appartengono in maniera abbastanza chiara al mondo dell'ignoranza e del pregiudizio; la statistica, invece, "dovrebbe" essere una cosa seria. E lo è senz'altro, fino a quando non pretende - muovendosi nella dimensione della casualità - di fornire indicazioni "utili" per il futuro partendo da informazioni valide per il passato.
Parlando di Borsa, è questo il caso delle varie "analisi tecniche" e degli innumerevoli "surrogati" che, in maniera preoccupantemente analoga agli incredibili "metodi di previsione per il Lotto", utilizzano dei dati passati poco significativi come "dimostrazione" di ciò che "dovrà" accadere in futuro.
Io penso che la recente "dimostrazione" offerta dai crolli dei mercati in tutto il mondo e dalla rovina di milioni (miliardi?) di risparmiatori sia molto più dolorosamente credibile delle pseudo-statistiche, alla cui pericolosa inconsistenza sono da addebitare molti crack finanziari registrati anche "nelle migliori famiglie".
Arrivo al dunque: i miei metodi sorridono con pietosa condiscendenza nei confronti dei "pronostici"; beninteso, anche dei "miei" pronostici, dal momento che, bene o male, anch'io mi trovo a farli (ma NON AD UTILIZZARLI!) anche con risultati spesso molto soddisfacenti.
Mi spiego: anch'io (come probabilmente molti di voi) mi ero fatto l'idea che oggi si sarebbe partiti al gran galoppo. Ma poi, come faccio per una precisa scelta professionale, vado a cena con gli amici e non mi preoccupo di nulla (perché sono nelle condizioni di non dovermi preoccupare!) e aspetto l'apertura della seduta successiva, pronto a ricredermi volentieri sulle mie ipotesi "innocenti" (in quanto tali da non interferire con la logica dei miei sistemi matematici). E così quando questa mattina ho visto un significativo "segno meno" non ho dovuto fare altro che utilizzare il "lato B" del mio sistema, che ha il buon merito di potersene infischiare allegramente delle previsioni...
Ma se sul futuro non è serio fare ragionamenti articolati, forse sul passato qualche riflessione (o cattiva ipotesi) è possibile - o forse doveroso - farla.
La mia ipotesi (non supportata, beninteso, da alcuna informazione certa) è che lo "scatto" finale di ieri sera a livello di Future sia servita a rendere "cornuti e mazzijati" (come si dice dalle mie parti) coloro che speculavano al ribasso e avevano messo degli "stop loss" oltre la soglia dei 15.380 (un mio cliente-amico, incorregibile "bastonato" delle "analisi tecniche", mi ha indicato questo "calcolo della resistenza").
Lasciamo perdere le ipotesi: chi ha utilizzato il mio FIB protetto stamattina non poteva fare altro che guadagnare, sia al rialzo (con le Opzioni Call ormai quasi in prezzo) sia al ribasso (con il Fib e le Put, come di fatto è avvenuto).
Ovviamente non faccio previsioni (o meglio: le faccio, ma le utilizzo il minimo possibile, solo quando me lo consente la logica del sistema), e quindi non so come proseguirà la seduta. Mi interessa solo sottolineare quanto si è già verificato questa mattina: "FIB protetto" batte "stop loss" tanto a poco...

martedì 31 marzo 2009

Mini-FIB: che performance!


Oggi il sistema per il FIB ha accusato una perdita - assolutamente provvisoria visto il funzionamento del sistema - in virtù dell'accelerazione finale dell'indice S&PMib, ma adesso la situazione dovrebbe risultare automaticamente favorevole sia in caso di ulteriori risalite, sia in caso di brusche discese: ed è quel che in fondo desidero ottenere con i sistemi in cui si innesca una favorevole spoporzione fra potenziali perdite e guadagni.
In pratica, ci ritroviamo con un Fib che perde circa 400 punti e con le Opzioni Put svalutate. Eppure la situazione non è affatto preoccupante: se il mercato dovesse nuovamente flettere, Fib e Put partirebbero verso una rapida e travolgente riscossa. Se dovesse, per contro, continuare a salire, le 5 Opzioni Call 15.500 comincerebbero ad avere un rendimento che progressivamente si avvicinerebbe a quello di OLTRE 2 FIB, come dire che per ogni FIB che perde ce ne sono due che guadagnano... Ecco cosa significa "FIB protetto": a un certo punto non solo si smette di perdere - anche a fronte degli errori più clamorosi - ma si comincia a guadagnare bene in senso contrario!
Nel resto della settimana vedremo come sfruttare questa situazione, ma per il momento mi preme farvi capire quello che succede con un sistema di questo tipo.

Adesso due paroline sulle Opzioni: la situazione oggi è rimasta apparentemente immutata (abbiamo guadagnato con le Call acquistate ieri ciò che abbiamo perso con le Put acquistate oggi), ma in realtà la situazione è molto più favorevole: da oggi anche qui abbiamo la possibilità di guadagnare bene sia nel caso di una grande risalita che di un brusco ribasso. Il tutto essendoci esposti a un rischio di perdita veramente irrilevante. Vi pare poco? Aspettiamo il responso dei prossimi giorni: spero di farvi vedere subito qualche bel "fuoco d'artificio"...

E concludiamo con il Minifib: qui è stato "spettacolo puro". Già ieri abbiamo acquistato vantaggiosamente le Opzioni (che, oltre a "garantire ermeticamente" stanno guadagnando per conto loro); e oggi abbiamo potuto amministrare in totale tranquillità un MiniFib che ha fatto praticamente tutto l'intero percorso della giornata: il mio segnale notturno lo ha proposto in acquisto a 14.900, ma in realtà è stato acquistato ancora meglio (14.885 alle ore 9,01). Forti della nostra protezione ermetica lo abbiamo tenuto fino alla fine e adesso ce lo ritroviamo lì a 15.500, con un guadagno netto - che potrebbe essere ben "arrotondato" domani - di 615 punti. Fatto è che in soli due giorni ci ritroviamo con un profitto di oltre 850 Euro! Sono molto contento per tutti coloro che mi hanno seguito e a cui in serata manderò i nuovi segnali per domani. Ciao a tutti

lunedì 30 marzo 2009

Smettetela di perdere soldi, per favore!


Quindici giorni di bel tempo sui mercati erano bastati a far dimenticare mesi e mesi (vogliamo dire "anni"?) di perdite e sofferenze; oggi, purtroppo, siamo tornati alla realtà. O meglio: "purtroppo" per chi si ostina a pensare che in Borsa si guadagni facendo "previsioni", e non impara mai dai propri errori.
Io mi sforzo di far capire che la previsione è poco importante, che ciò che conta è il sistema. Io so già in partenza che non rischio mai di perdere troppo, neanche quando sbaglio; qualche volta, se mai, posso "rischiare" di guadagnare troppo. E, come vedrete, capiterà anche a voi se vorrete seguirmi.
A inizio mese ho visto sfilare davanti a me una serie di "speculatori" (io li chiamo "giocatori d'azzardo": è più corretto!) contriti e sconsolati, tutti lì a piangere lacrime di coccodrillo; la scorsa settimana molti di questi personaggi si erano improvvisamente ringalluzziti e riprendevano a sfornare "profezie" con la massima disinvoltura. Evidentemente chi si innamora dei "pronostici" non impara mai dall'esperienza...
Andiamo a noi. Oggi chi non aveva venduto le Put accumulate la scorsa settimana ha avuto di che divertirsi. Ma limitiamoci al commento della giornata odierna secondo quanto si è visto nei vari Cosri settimanali.
OPZIONI: Oggi abbiamo compreto 3 Call Aprile base 18.000 a una media di 60 punti; in chiusura ne valevano 24, ma questo, come abbiamo visto la scorsa settimana, non è un problema. Per chi compra queste piccole Opzioni le perdite vanno valutate in termini assoluti (e quindi si tratta di pochi punti), mentre i guadagni - non essendo limitati - conviene calcolarli in percentuale.
MINI-FIB: Guadagno giornaliero di 425 € (413 € al netto delle commissioni, 3 € a contratto). Guadagno conseguito con le sole Opzioni, dal momento che non è stato ancora movimentato il MiniFib.
FIB: Comprate le 5 Call e le 5 Put (tutte base 15.500) previste per dare ampia protezione a 2 Fib, e inoltre realizzati 60 punti (300 € di profitto) con il Future; superata la fase più difficile, ossia l'acquisto delle Opzioni.

Questa sera avremo consuntivi più delineati. Vi aspetto qui, su www.sisbor.blogspot.com. Ciao a tutti.

domenica 29 marzo 2009

Aperte le iscrizioni: segnali quotidiani per Opzioni, Fib, Minifib. Garanzia "Vincente o Rinnovato"

L’Autostrada per la Ricchezza
Capitale minimo, rischio limitato, elevate potenzialità di guadagno



Iscriviti subito al Corso Pratico che più ti interessa. Puoi fare subito le tue prove e le tue verifiche “a tavolino”: per provare in concreto la bontà e l’efficacia dei metodi non è infatti necessario effettuare un’operatività reale. Fermi restando garanzie e limiti di tipo matematico, che restano sempre validi e immutabili, non possono essere date certezze di guadagno, soprattutto nel breve e brevissimo periodo (sono certi, invece, i valori relativi al “Rischio massimo teorico”).
Questi i Corsi Pratici attualmente previsti:



Segnali per le Opzioni; formula “Vincente o Rinnovato”
(settimana di borsa: dal 30 marzo al 3 aprile)

Costo: 60 € (equivalenti a 50€ + Iva)
Garanzia: rinnovo gratuito se il profitto è inferiore a 250 €
Durata: 5 giorni (dal lunedì al venerdì)
Capitale necessario: 1.000 Euro
Rischio massimo teorico: 1.000 Euro
Rischio massimo stimato: 500 Euro
Inserimento ordini: una volta al giorno
Comunicazione segnali: mail (notturna)
Frequenza di guadagno: 1/2
Aspettative di guadagno lordo: 50% (250 €)



Segnali per il MiniFib; formula “Vincente o Rinnovato”
(settimana di borsa: dal 30 marzo al 3 aprile)

Costo: 96 € (equivalenti a 80€ + Iva)
Garanzia: rinnovo gratuito se il profitto è inferiore a 500 €
Durata: 5 giorni (dal lunedì al venerdì)
Capitale necessario: 5.000 Euro
Rischio massimo teorico: 5.000 Euro
Rischio massimo stimato: 1.000 Euro
Inserimento ordini: una volta al giorno
Comunicazione segnali: mail (notturna)
Frequenza di guadagno: 2/3
Aspettative di guadagno lordo: 50% (500 €)



Segnali per il FIB; formula “Vincente o Rinnovato”
(settimana di borsa: dal 30 marzo al 3 aprile)

Costo: 240 € (equivalenti a 200€ + Iva)
Garanzia: rinnovo gratuito se il profitto è inferiore a 1.800 €
Durata: 5 giorni (dal lunedì al venerdì)
Capitale necessario: 20.000 Euro
Rischio massimo teorico: 20.000 Euro
Rischio massimo stimato: 3.000 Euro
Inserimento ordini: più volte nel corso della giornata
Comunicazione segnali: SMS (con 5 minuti di anticipo)
Frequenza di guadagno: 2/3
Aspettative di guadagno lordo: 60% (1.800 €)



Considerazioni generali

Credo di aver sempre avuto la buona abitudine di non promettere più di quanto io non possa mantenere e, soprattutto, di esporre con estrema chiarezza i limiti e i rischi di ogni mia metodologia di investimento.

Premesso che tutte le strategie che propongo risultano sempre fedeli al mio motto “Rischiare poco per guadagnare molto”, resta comunque inteso che tutto è relativo e che non esistono Investimenti (tanto meno ad Elevato Rendimento) che comportino un “Rischio Zero”.

Al di là di ogni considerazione morale, mi preme sottolineare che la prima grande capacità di chi intende Speculare Intelligentemente (anziché cimentarsi in un “gioco d’azzardo” camuffato) è quella di utilizzare sempre e soltanto una piccola parte del potenziale finanziario complessivamente destinato all’operatività sui Derivati.

D’altro canto si tratta di strumenti che presentano potenzialità di guadagno davvero molto elevate, e quindi non c’è motivo di impegnare cifre la cui eventuale perdita possa essere di pregiudizio a una tranquilla prosecuzione dell’operatività o, tanto meno, alla serenità della propria dimensione economica.

Il sottoscritto pertanto declina ogni responsabilità, anche soltanto didattica, nei confronti di chi dovesse decidesse di utilizzare le strategie proposte in maniera non conforme a queste raccomandazioni.

Infine voglio precisare che i miei sistemi sono stati studiati e collaudati su piattaforme Banca Sella e Iw Bank, ma possono essere messi in pratica anche presso altri intermediari autorizzati, purché:

1) Non siano previsti “stop loss” automatici
2) Venga effettuata la normale compensazione dei margini fra Opzioni comprate e Opzioni vendute, nonché fra Opzioni e Futures (Fib e Minifib)

Inoltre sono da preferire le piattaforme che consentano l’inserimento degli ordini anche a mercato chiuso. Quest’ultimo requisito è chiaramente consigliato, mentre i primi due sono assolutamente essenziali, nel senso che gli “stop loss” pregiudicano totalmente il funzionamento dei sistemi che prevedono la movimentazione dei Futures, mentre la mancata compensazione dei margini espone a inutili (e costosi) impegni di capitali inutilizzati, e quindi può alterare in maniera considerevole l’entità delle cifre bloccate come margini di garanzia.


Precisazioni sui termini utilizzati

In base a quanto sintetizzato nello schema introduttivo, l’abbonamento - settimanale - al Corso Pratico per le Opzioni presenta le seguenti caratteristiche:

1) Il costo indicato per ciascun Corso è quello complessivo dei segnali per i 5 giorni di operatività, salvo festivi (dal lunedì alle 9 al venerdì alle 17,40);
2) Il “rischio massimo teorico” indica la perdita massima matematicamente ipotizzabile, che normalmente è assai più ampia di quella basata su valutazioni più realistiche. Nella pratica il parametro fondamentale è rappresentato dal “rischio massimo stimato”. Ciò vuol dire che in nessun caso al mondo sarà possibile perdere più del “rischio massimo teorico”, e che comunque è molto difficile perdere più di quanto indicato a livello, appunto, di “rischio massimo stimato”;
3) L’abbonamento ai segnali sarà rinnovato gratuitamente nel caso in cui la Strategia non dovesse ottenere, nel periodo considerato, “almeno” il profitto minimo indicato per ciascun Corso Pratico;
4) L’inserimento degli ordini per le Opzioni e il MiniFIB avviene in unica soluzione, preferibilmente al mattino, prima di recarsi al lavoro, e non viene più modificato per tutta la giornata; i segnali verranno inviati all’indirizzo di posta elettronica comunicato dall'utente all’atto dell’iscrizione; l'invio avverrà nel corso della notte, e comunque in tempo utile per l’inserimento degli ordini prima dell’inizio della seduta;
5) L’inserimento degli ordini per il FIB può essere invece effettuato in qualsiasi momento della giornata e viene comunicato tramite SMS, con 5 minuti di anticipo;
6) La “frequenza dei guadagni” indica quante volte mediamente si chiude in attivo (ad esempio, la frequenza ½ fa riferimento a una media di una settimana su due chiusa positivamente);
7) Per “aspettativa di guadagno” si intende invece il guadagno lordo medio nel tempo, calcolato sul “rischio massimo stimato”: ed è questo, ovviamente, il riferimento più importante; mentre la “frequenza” indica “quante volte” appare, genericamente, il segno +, ossia il profitto;
8) Il valore della “aspettativa” cerca invece di individuare il rendimento medio nel tempo; è più che possibile che un sistema che guadagna con minore frequenza presenti aspettative ben superiori rispetto ad un altro che guadagna spesso, e viceversa;
9) Nelle fasi iniziali sia la “frequenza” che le “aspettative” vengono calcolate in base a stime orientative; successivamente verranno invece aggiornate, nel bene e nel male, in base alle evidenze statistiche che emergeranno dallo “storico” delle performances pubbliche di ogni singolo sistema.

Per ogni ulteriore informazione: vincenzo.carchidi@libero.it (telefono: 338-2176724)

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Grazie per l’attenzione e buon lavoro. Cordialmente

Vincenzo Carchidi

venerdì 27 marzo 2009

Opzioni - 4.a parte (mettiamo subito in pratica le prime importanti Strategie di Trading)


La grande convenienza di utilizzare le Opzioni al posto del Fib o del Minifib (almeno nella loro versione abituale, priva di altre protezioni se non l'autolesionistico "stop loss") l'abbiamo già discussa - almeno per grandi linee - in teoria, ma da lunedì prossimo vi farò vedere come si svolge l'attuazione pratica.
Com'è ovvio, dovrò favorire chi si iscriverà al mio "Corso Pratico" settimanale per le Opzioni, ma certamente non intendo trascurare i normali utenti di questo blog.
In pratica, agli iscritti invierò (tramite e-mail notturna) lo schema degli ordini da inserire "prima" dell'apertura del mercato; a tutti, invece, farò - su questa pagina - il resoconto dell'operatività effettuata soltanto "dopo" la chiusura.
In ogni caso le spiegazioni e i commenti resteranno validi per chiunque abbia voglia di imparare a maneggiare con disinvoltura questi preziosi strumenti di speculazione intelligente.
Per chi liberamente intendesse attuare in concreto i miei suggerimenti operativi non mi stancherò di ripetere alcune importanti precisazioni:
1) Il mio attuale modello si basa su un ipotetico capitale di 10.000 Euro, distribuito in "tranches" settimanali di 1.000 Euro, che equivalgono anche alla "perdita massima" (più che altro teorica: quella effettiva è solitamente ancora più limitata) matematicamente possibile;
2) Alcune settimane (e in particolare quelle in cui cadono le "scadenze tecniche", ossia la chiusura del mese di Borsa) sono molto più speculative e, al tempo stesso, più rischiose (sempre limitatamente ai massimali di perdita possibile); altre - come ad esempio la prossima - risultano decisamente più tranquille, nel senso che l'ipotesi della "perdita massima" in realtà è ampia ed eccessiva (ma siccome mi piace fare riferimento, quando e possibile, non alle ipotesi, bensì alle certezze matematiche, la considero comunque);
3) Il sistema è studiato in modo tale da renderlo applicabile anche da parte di chi ha un lavoro impegnativo durante la giornata e quindi può inserire gli ordini soltanto prima di iniziare la giornata lavorativa: ciò pone ovviamente dei limiti operativi, ma lo scopo è anche quello di insegnarvi ad operare bene anche nelle condizioni più difficili, che comunque non dovrebbero quasi mai compromettere il buon esito della strategia;
4) L'invito a utilizzare settimanalmente solo il 10% del capitale disponibile (in questo caso 1.000 Euro sugli ipotetici 10.000) si basa sulla fondamentale differenza che esiste fra i Derivati e l'Azionario, nonché sulla corretta gestione del famoso "effetto-leva": l'acquisto di un'Opzione consente di ottenere potenziali guadagni illimitati (anche del 100%, del 1000% ed oltre in pochissimo tempo), ma certamente espone al rischio di perdite percentualmente elevate (anche se in nessun caso superiori al 100%, ossia al puro costo dell'Opzione stessa), e quindi sarebbe molto azzardato e poco scientifico esporre a tale rischio, ancorché prestabilito, una parte rilevante del capitale;
5) Il criterio principe per valutazione della bontà del sistema non deve essere mai la "frequenza" dei guadagni, ma la loro "consistenza" e, soprattutto, il confronto relativo fra guadagni e perdite; quindi sia ben chiaro che l'obiettivo dei miei "Corsi Pratici" non è quello di "guadagnare sempre", ma quello di ottenere nel tempo guadagni che sopravanzino - possibilmente in maniera clamorosa - le perdite, ossia dei "profitti netti".
Non a caso ho voluto proporre la formula dell'abbonamento settimanale che si rinnova gratuitamente quando il bilancio (provvisorio) non è sufficientemente positivo: a me fa piacere essere retribuito solo quando offro risultati concreti a chi mi segue... e quindi sarà sempre questo il nostro comune obiettivo. Buon lavoro a tutti!

mercoledì 25 marzo 2009

Opzioni - 3.a parte


Di una cosa possiamo essere ragionevolmente certi (a differenza di quanto avviene per i Covered Warrant, strumenti micidiali che la dicono lunga sulla "difesa dei risparmiatori"...): che le Opzioni S&PMib, almeno sulle basi più scambiate sul mercato, presentano quasi sempre un prezzo "giusto", ossia ben calcolato in virtù dei criteri già menzionati: base, tempo, volatilità.
Devo dire "quasi sempre" perché l'eccezione tende a verificarsi nelle fasi in cui i mercati sono soggetti ad accelerazioni particolarmente brusche e improvvise; ma anche questo è un argomento che non possiamo ancora affrontare con la dovuta cura.
E' tempo, invece, di dare un'importante anticipazione ai tanti (la quasi totalità) operatori che muovono disinvoltamente i Futures (Fib e Mini-Fib) senza proteggersi con le Opzioni: preferire i Futures "scoperti" alla Opzioni è segno inequivocabile di una rovinosa vocazione al gioco d'azzardo, che non trova nessuna valida giustificazione nella realtà delle cose.
Come ripeto, non sto affermando che i Futures - a patto che risultino sempre adeguatamente "protetti" - siano inutili; semplicemente dico che se proprio uno vuole fare del trading speculativo comunque molto "semplice", l'operatività con le Opzioni è di ran lunga più conveniente. Per almeno 3 buoni motivi:

1) Il rischio di perdita massima è limitato - per definizione - al puro costo di acquisto delle Opzioni
2) La possibilità di guadagno restano illimitate
3) A parità di liquidità impegnata si può guadagnare molto di più, rischiando molto di meno...

lunedì 23 marzo 2009

Opzioni (2.a parte)

LE OPZIONI S&P MIB - Abbiamo dunque visto che i Futures rappresentano la scommessa più elementare: tanto guadagni se indovini, tanto perdi se sbagli; in pratica, fare 1.000 punti nella giusta direzione rende 1.000 punti; farne altrettanti nella direzione sbagliata significa perderne altrettanti. Commissioni a parte, si tratterebbe di una scommessa "equa" (in realtà non è così perché fra la proposta di vendita e la proposta di acquisto ci sono sempre almeno 5 tick di differenza: e quello è un costo ben più oneroso delle commissioni).
La realtà dei fatti ci suggerisce il contrario: la gran parte dei presunti speculatori perde, e perde molto più di quanto suggerirebbe la semplice probabilità matematica; ma non è questa la sede giusta per approfondire questa situazione.
Al momento ci interessa porre l'accento su un altro fatto: il fatto che esistono degli strumenti in cui quando indovini un movimento di 1.000 punti me guadagni, magari, 500; in compenso, quando sbagli di 1.000 punti ne perdi soltanto 100.
Sembrerebbe impossibile, e invece questi strumenti esistono ed hanno un nome preciso: Opzioni!
Chiaro il concetto? Chiara la differenza fra Future ed Opzioni: il Future è uno strumento "neutro" che ha un comportamento "simmetrico", nel senso che tanto ti dà in una situazione, tanto ti toglie nella situazione opposta. Invece le Opzioni hanno un comportamento "asimmetrico", ossia ti danno, tendenzialmente, molto più di quanto ti toglierebbero nel caso inverso; e, di contro, ti tolgono meno di quanto ti avrebbero fatto guadagnare nel caso inverso.
Non è tutto: in caso di situazioni estreme (forti rialzi o forti ribassi) l'opzione sbagliata tende tutt'al più ad azzerarsi, mentre quella giusta può moltiplicare il proprio valore senza alcun limite prestabilito.
Date le premesse, dovrebbe sembrare incredibile che qualcuno possa preferire i Futures alle Opzioni (e in buona parte "è" incredibile), però io non mi spingerei fino a tanto: i Futures hanno una serie di vantaggi in più (o di svantaggi in meno) in alcune particolari situazioni di mercato, come vedremo più avanti (molto più avanti). La cosa veramente stupefacente è che la stragrande maggioranza degli operatori utilizzi i Futures "senza" le Opzioni, assumendosi così una serie di pesanti svantaggi e di inutili rischi.
Ma per arrivare a comprendere compiutamente il senso delle mie affermazioni, occorrerà preventivamente acquisire una certa confidenza con le Opzioni.
Cominciamo con le cose più semplici: l'acquisto delle Opzioni.
Quando io compro un'Opzione mi assumo un rischio massimo equivalente al suo costo, nel senso che la cosa peggiore che possa accadere è l'azzeramento della stessa; per contro, non ho alcun limite per quanto attiene il possibile guadagno.
In pratica, comprando un'Opzione io compro una "possibilità illimitata di guadagno" a fronte del pagamento di un certo prezzo o "premio"; chi me l'ha venduta, al contrario, incassa un certo "premio" ma acquista una "possibilità illimitata di perdita".
Il prezzo dell'Opzione lo decide, di fatto, il mercato, in base al calcolo (non sempre perfetto) della "probabilità" che l'Opzione ha di generare guadagni.
La probabilità - e quindi il prezzo - viene calcolata fondamentalmente in rapporto a tre parametri: la base dell'Opzione, la Volatilità, il Tempo che manca alla scadenza.

venerdì 20 marzo 2009

Opzioni: l'autostrada per la ricchezza!


L'anno scorso avevo pubblicato un e-book con questo titolo, che a mio avviso è di grande attualità soprattutto adesso che la grande crisi ha spazzato via tutti i "maghi" delle previsioni e delle analisi tecniche.
Probabilmente lo aggiornerò in vista di una nuova pubblicazione, ma intanto, come vi avevo promesso, riprenderò dall'inizio il discorso relativo ai Derivati, sperando di essere più chiaro e diretto anche per i (tanti, davvero tanti!) nuovi arrivati, desiderosi giustamente di capire e di imparare.
Questa volta si parte davvero dallo "zero assoluto", ma i concetti che mi preparo ad esporre saranno utilissimi anche a chi già conosce questi strumenti. Utilizzerò una terminologia assolutamente imperfetta, ma di facile comprensione.
Seguitemi con attenzione.

L'INDICE S&P MIB - La mia operatività sui Derivati si rivolge attualmente al mercato italiano, e, specificamente, ai 40 principali titoli della Borsa nazionale. L'indice S&P Mib è un numero che nasce da un complesso calcolo matematico, di cui non ci interessa conoscere i dettagli, e che rappresenta il "valore" dell'insieme di questi 40 Titoli. In questo momento tale valore si colloca a (circa) 15.000 punti.

LA SCOMMESSA SULL'INDICE - Inutile, a mio avviso, l'utilizzazione di eufemismi ipocriti e fuorvianti. Anche se la loro finalità originaria aveva tutt'altro scopo e tutt'altra valenza, i Derivati sono generalmente utilizzati per effettuare delle vere e proprie "scommesse" sul rialzo o sul ribasso del cosiddetto "sottostante" che, nel nostro caso, è, appunto, l'indice S&P Mib.

IL FUTURE (FIB e MINI-FIB) - La modalità più semplice per "scommettere" (nel senso più deteriore del termine!) è costituita dal Future. Per scommettere sul "rialzo" è sufficiente "comprare" un Future; per scommettere sul "ribasso" è sufficiente venderlo. La scommessa, infatti, può essere effettuata sia al rialzo che al ribasso: di conseguenza con il Future è possibile guadagnare (o perdere) indifferentemente in qualsiasi condizione di mercato. Di per sé la "scommessa" consiste nel prevedere il valore "futuro" (appunto, Future) dell'indice S&P Mib alla data di scadenza del Future stesso, che cade sempre il 3° venerdì dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre. In realtà il mercato dei Futures è talmente "liquido" che l'acquisto e la vendita può essere effettuata in qualsiasi momento, e ogni operazione può essere chiusa (con l'operazione di segno opposto) sempre in qualsiasi momento. In pratica i Futures hanno una scadenza trimestrale, ma in realtà possono essere utilizzati (come di fatto quasi sempre avviene) anche per poche ore o per pochi minuti. L'operazione si apre con un acquisto o con una vendita e può essere chiusa, rispettivamente, con una vendita o con un acquisto; oppure può essere portata a scadenza (ma avviene sempre più raramente), ed in quel caso la chiusura avviene automaticamente in rapporto all'indice di apertura relativo al giorno di scadenza.
Quando l'operazione si apre e si chiude nella stessa giornata si calcola la differenza fra il prezzo di acquisto e quello di vendita e la differenza viene accreditata (o addebitata) dopo la chiusura della seduta sull'apposito "Conto Derivati" aperto presso un intermediario autorizzato (ed attrezzato!) a fornire questo servizio.
Quando il Future rimane aperto a fine seduta, esso verrà comunque compensato con il "prezzo di riferimento", ossia con il valore dell'indice calcolato sulla media degli ultimi minuti di contrattazione (attualmente gli orari di contrattazione vanno dalle 9 alle 17,40, ossia poco oltre la chiusura del mercato azionario). In ogni caso il conteggio e l'esecuzione degli addebiti/accrediti vengono effettuati nella stessa giornata. Gli importi sono sempre da intendere liquidi e disponibili.
In teoria (vedremo che in pratica non è necessariamente così) l'apertura di un Future implica il "blocco" automatico di una consistente liquidità sul conto Derivati, in mancanza della quale non è possibile effettuare l'operazione.
Nel momento in cui l'operazione viene chiusa, la liquidità viene automaticamente sbloccata. Se l'operazione produce un guadagno nessun problema (anzi!), ma se invece genera una perdita, c'è il rischio di andare "fuori margine" mentre il Future è ancora aperto: in quel caso la Banca ha la facoltà di chiedere l'immediata integrazione degli importi necessari o, in mancanza, di chiudere forzatamente le posizioni. Questa informazione si rende opportuna fin da ora, in quanto è sempre buona norma distinguere fra capitale investito e capitale disponibile.

giovedì 19 marzo 2009

Se sbagli perdi poco, se indovini stra-guadagni!


Domani alle ore 9,10 si chiuderà - in coincidenza con l'apertura ufficiale dell'indice S&PMib - il mese borsistico di marzo 2009.
La nostra prima settimana operativa, senza troppi scossoni, ci ha regalato un utile del 71%; la seconda (quella che avevo presentato come "pericolosa") una perdita del 45%... sempre su un capitale di 1.000 Euro.
Facendo una sommatoria grossolana avremmo comunque un discreto guadagno (il 26% in due settimane scarse), una percentuale di utili su cui chiunque metterebbe non una ma cento firme!
Ma il punto non è questo (e forse è proprio a partire dal ragionamento che sto per fare che potrete compenetrare il fantastico mondo delle Opzioni).
Il punto è che la prima è stata una settimana "normale"; la seconda è stata una settimana "terribile", nel senso che non siamo mai stati in gioco: abbiamo puntato sul ribasso e invece c'è stato solo un rialzo continuo e vigoroso. Eppure non solo nella settimana "terribile" abbiamo perso molto meno di quanto abbiamo guadagnato nella settimana "normale", ma, soprattutto, non abbiamo mai rischiato un solo centesimo in più della cifra persa.
Ma la cosa spettacolare che intendo porre in evidenza è questa: se anziché metterci al ribasso ci fossimo messi al rialzo, noi non avremmo guadagnato il 45%, ma forse - con un po' di fortuna - anche il 450%, ossia dieci volte tanto.
Allora mettiamola così: voi giochereste a "testa o croce" sapendo che quando sbagliate perdete massimo 45 e quando indovinate potete guadagnare anche 450 o più?
Non so voi, ma io ci giocherei... anzi: ci gioco!
Mi spiegherò meglio domani. Ed anzi ne approfitto per darvi una notizia che probabilmente aspettavate con ansia: il corso teorico sul blog riparte da zero, e, più precisamente dallo strumento più "elementare" del fantastico mondo dei Derivati, ossia il FIB (e il Mini-Fib). Questa volta giuro che vi farò capire passo passo ogni singolo movimento.
E presto vi accorgerete che questi primi faticosi giorni non sono stati affatto inutili... A domani

Vincenzo

mercoledì 18 marzo 2009

Difficile, ma non impossibile...


Cari Amici,
intanto vi segnalo che finalmente sono riuscito a riallinearmi con le risposte ai vostri numerosi e graditissimi commenti. Pertanto, andando a ritroso potrete trovare anche le risposte che non ero riuscito materialmente a darvi nei giorni scorsi.
Detto questo, arriviamo al penultimo giorno del mese (l'ultimo per l'attuale sistema, che prevede un solo inserimento al giorno, prima dell'apertura: venerdì mattina questa possibilità non ci sarà perché le Opzioni conguaglieranno proprio con l'indice di apertura) e ci troviamo in una situazione non facile: anche oggi non abbiamo eseguito alcun ordine, e quindi ci ritroviamo con le solite 4 Put in base 13.000 che verosimilmente si azzereranno.
Però, per fortuna, abbiamo utilizzato meno della metà del nostro piccolo capitale di rischio, e quindi abbiamo ancora la possibilità concreta di ribaltare il risultato.
Più tardi agli abbonati invierò le opportune istruzioni operative e domani commenteremo insieme la nuova situazione.
A questo proposito, essendo io sensibile alle vostre sollecitazioni, penso proprio che da lunedì prossimo provvederò ad accontentare quanti mi chiedono di fare teoria semplice. Ho in serbo per voi una sorpresa...

martedì 17 marzo 2009

Nulla di fatto. E il tempo scorre...


Oggi non è stato eseguito nessun ordine, in quanto non sono stati toccati i prezzi previsti.
Le 4 put 13.000 che abbiamo in portafoglio si sono svalutate, nonostante il leggero ribasso che, al contrario, avrebbe dovuto rivalutarle.
Ecco: questo è il fattore tempo, determinante in queste ultime sedute del mese, molto più della "direzione".
Occhio, però, perché noi abbiamo finora impiegato solo una parte minoritaria del capitale. Ed il rovescio della medaglia è nel fatto che potremo acquistare a prezzi da "saldo di fine stagione".
Insomma, abbiamo ancora davanti due sedute (più un intermezzo "notturno") sempre più interessanti. I conti li faremo venerdì mattina...
E comunque domani troverete le risposte ai vostri precedenti commenti, nonché il resoconto della nuova seduta operativa.

lunedì 16 marzo 2009

Abbiamo 4 Put in portafoglio. E ora?

Ieri sono stati eseguiti 4 ordini di acquisto sulle Put Marzo base 13.000. Per la precisione, abbiamo acquistato a 50, 40, 35 e 30, ossia a una media di 39,25 punti cadauna.
Oggi dovremo decidere come utilizzarle, e proprio adesso mi accingo ad inviare agli abbonatile istruzioni operative.
Ma domani sera ci ritroveremo qui tutti insieme a commentare l'evoluzione del sistema in questa emozionante settimana.

domenica 15 marzo 2009

Bella e pericolosa: la settimana delle "3 streghe"


Settimana delle "3 streghe": la chiamano così, perché contiene il venerdì delle "3 streghe".
A parte il gergo, a noi importa sapere una cosa, che il 20 (3° venerdì del mese) arrivano a scadenza sia le Opzioni che i Futures (Fib e Minifib) del mese di marzo.
Mentre le Opzioni scadono la mattina (in fase di apertura) di "ogni" mese di Borsa, i Futures scadono in contemporanea solo a marzo, giugno, settembre e dicembre.
Ma non dilunghiamoci in dettagli e pensiamo solo all'operatività tenendo però molto conto di queste scadenze, in quanto si tratta di una settimana particolare, molto bella e molto pericolosa, come già anticipato nel titolo.
Quando - come in questo caso - le Opzioni sono molto vicine alla scadenza, infatti, il loro "valore temporale" diminuisce sempre più velocemente (a parità di altre condizioni), mentre il "valore intrinseco" si modifica bruscamente.
Mi rendo conto che si tratta di una terminologia incomprensibile per i meno esperti, e quindi spiego il tutto con un esempio pratico ed estremamente concreto.
Per domani, lunedì 16 marzo, prenderò in considerazione due Opzioni Mibo, e precisamente la Put Marzo base 13.000 e la Call Marzo base 14.500.
Volendo avere un capitale complessivo di rischio pari a 1.000 Euro, cercherò di comprare (a buon prezzo: questo è essenziale!) sia le Put che le Call fino a una spesa massima complessiva di circa 500 Euro (equivalenti a 200 punti: ricordo che il costo di un'Opzione si ottiene moltiplicando il numero dei punti per 2,5 Euro, quindi 200 punti costano 500 Euro). Probabilmente non riuscirò a comprarle tutte, ma il criterio è questo, e quindi inserisco subito gli ordini con limiti ben precisi di prezzo.
In questo caso (è l'ultimo giorno) li comunico qui, pubblicamente, mentre da domani manderò i "segnali" durante la notte ai soli utenti abbonati, ferma restando la pubblicazione sul sito "dopo" la chiusura della seduta.
Ovviamente sconsiglio di intraprendere una operatività effettiva a chi non intende abbonarsi, perché non avrebbe modo di seguire in tempo utile il mio sistema.
Ebbene, nel caso specifico di domani inserirò delle proposte casualmente (ma non troppo!) basate su identici livelli di prezzo sia per le Call 14.500 che per le Put 13.000; precisamente i miei ordini saranno relativi all'acquisto di un lotto, per ciascuna delle due Opzioni, ai seguenti valori (punti): 50 - 40 - 35 - 30 - 25; totale 180 punti, ossia 450 € per le une e/o per le altre, in modo che resti anche un ampio margine per le commissioni (da 3 a 5 Euro a contratto).
In pratica, se il minimo dell'Opzione (Call e/o Put) resta sempre superiore ai 50 punti per tutta la seduta non ne compro neppure una; "sotto" i 50 punti ne compro una, sotto i 40 ne compro 2, sotto i 35 ne compro 3 e così via. Insomma, comprerò tutte quelle che risulteranno superiori rispetto al valore minimo della giornata.
Perché dico "superiori" e non "uguali". Insomma, se il minimo della giornata dovesse essere 25, io avrò la certezza di comprarle tutte o no?
No: avrò la "quasi" certezza, ma per essere sicuro il prezzo minimo dovrebbe essere 24, perché se invece è 25 gli ordini verranno eseguiti in base all'orario di inserimento, e per questo preferibile, nei limiti del possibile, inserirli in nottata o, al limite, la mattina sul presto.
Comunque, torniamo a noi. Immaginiamo per un attimo (ma obiettivamente è poco probabile) che domani sia la Call 14.500 che la Put 13.000 tocchino un minimo di 24 punti, o addirittura meno.
In questa ipotesi estrema io domani sera mi ritroverò in portafoglio 5 Call + 5 Put, e avrò sul conto 100 Euro meno le commissioni (da 30 a 50 Euro complessivi, ai prezzi correnti).
Che cosa succederebbe se io a quel punto lasciassi le cose come stanno?
Ve lo dico subito: dovrei aspettare di vedere come apre, venerdì mattina, l'indice S&PMib ed attendere poi il suo valore ufficiale (che di solito viene comunicato
intorno alle ore 9,10 sempre del 3° venerdì del mese).
In quel momento le mie Opzioni in portafoglio verrebbero conguagliate con l'indice ufficiale, e i punti verrebbero calcolati in questo modo:

Se l'indice vale, ad esempio, 12.500, ciascuna delle mie 5 Put (che sono Opzioni al ribasso, e in questo caso diventano attive da 13.000 in giù) varrà 500 punti, ossia la differenza "al ribasso" fra la base (13.000) e il valore effettivo dell'indice (12.500). 5 put che valgono 500 punti ciascuna mi portano perciò a incassare 2.500 punti, e siccome ogni punto vale 2,5 €, sul mio conto verranno accreditati (2.500 x 2,5 =) 6.250 Euro! Viceversa, le 5 Call rimarranno fortemente fuori prezzo (perché il loro valore - essendo Opzioni al rialzo - si determinerebbe da 14.500 in su. Però - attenzione - si limiterebbero all'azzeramento, ma non comporterebbero comunque nessuna altra perdita se non il prezzo già pagato per l'acquisto (e non pagherebbero nemmeno commissioni, in quanto risultano semplicemente "abbandonate").

Immaginiamo adesso la situazione opposta. Se l'indice dovesse invece valere 15.384 punti, cosa succederebbe? Che ciascuna delle mie 5 Call (che sono Opzioni al rialzo, e in questo caso diventano attive da 14.500 in su) varrà 884 punti, ossia la differenza "al rialzo" fra il valore effettivo dell'indice (15.384) e la base (14.500). 5 Call che valgono 884 punti ciascuna mi portano perciò a incassare 4.420punti, e siccome ogni punto vale 2,5 €, sul mio conto verranno accreditati (4.420 x 2,5 =) 11.050 Euro! Questa volta sarebbero le Put a restare fuori prezzo (perché il loro valore - essendo Opzioni al ribasso - si determinerebbe da 13.000 in giù. Anche in questo caso non ci sarebbero tuttavia ulteriori esborsi per le Put abbandonate.

E cosa succederebbe, infine, se l'indice di apertura di venerdì 20 marzo rimanesse nell'area compresa fra un minimo di 13.000 e un massimo di 14.500 punti?
Semplicemente che si azzererebbero sia le Call che le Put, e quindi sul conto rimarrebbero soltanto i 100 Euro (al netto delle commissioni) rimasti dopo l'acquisto, fatto lunedì 16 marzo, delle 10 Opzioni.

Da questi tre ipotetici scenari (tutti possibili e verosimili, specie in tempi come questi) possiamo trarre alcune importanti considerazioni:

1) Non possiamo in nessun caso perdere più di quanto abbiamo già speso, perché la peggiore ipotesi possibile è quella di un "azzeramento" delle Opzioni, e nulla più;

2) Possiamo anche decuplicare (e oltre) il nostro investimento, in pochi giorni e senza alcuna fatica;

3) Impiantare un'operazione del genere significherebbe accettare preventivamente il rischio - assolutamente concreto - di perdere quasi tutto il capitale impiegato (ecco perché questo tipo di operazioni implica che tale capitale sia soltanto una minima parte di quello complessivamente disponibile per investimenti a così alto rischio.

Ed ecco perché ho parlato, a ragion veduta, di settimana "bella e pericolosa": bella perché si possono anche realizzare guadagni smisurati (potenizalmente anche molto superiori ai valori ipotizzati); pericolosa perché è notevole il rischio di azzerare o quasi il capitale impiegato. Resta il fatto che il rapporto rischio/rendimento può essere considerato con maggiore serenità se, appunto, si impiega solo una minima parte del capitale complessivo...

Ma c'è comunque un modo per ridurre il rischio (e contenerlo anche ben al di sotto del massimo previsto) e/o per aumentare il potenziale guadagno, ed è quello di fare un po' di trading, ossia di comprare e rivendere (una sola volta al giorno, prima di andare al lavoro, com'è negli intenti di questo primo corso pratico sulle Opzioni) secondo le esigenze.

Mi spiego: è vero che le Opzioni (specie se lontane dalla base, come quelle che stiamo attualmente considerando) nell'ultima settimana perdono con grande rapidità il loro "valore temporale", e quindi tendono a deprezzarsi inesorabilmente se il mercato resta stabile; è tuttavia altrettanto vero che si valorizzano molto velocemente se si avvicinano al valore della base, anche senza raggiungerlo.

In pratica, se dopo un giorno (o meglio ancora poche ore) di operatività l'indice S&PMib si sposta notevolmente all'insù, le Call tenderanno a valorizzarsi di molto, sopravanzando l'erosione dovuta al tempo che passa e anche l'inevitabile svalutazione delle Put; viceversa, se il mercato crollasse, sarebbero le Put ad assumere (in genere ancor più marcatamente) il ruolo di "moltiplicatore" dell'investimento.

Insomma, una vero lotta fra "tempo" e "prezzo"; una settimana particolare (così come tutte le settimane che comprendono il 3° venerdì del mese, ma oggi ancora di più in quanto il mercato è soggetto a forti oscillazioni), in quanto è molto più facile straguadagnare (senza limiti teorici), ma è anche molto più facile perdere (sia pure rigorosamente entro i limiti prestabiliti).

Io lo faccio con grande passione, e cercherò di guidare passo passo gli abbonati, tuttavia - contro il mio interesse - ritengo opportuno invitare chi ancora non si sente pronto a rimandare una eventuale operatività reale alla settimana successiva.

A domani!

Fra poco le istruzioni per i segnali; S.O.S: Commento

Cari Anici,
nel pomeriggio pubblicherò le modalità di adesione al servizio segnali.
Intanto devo lanciare un S.O.S.: ho cancellato per errore un commento, senza averlo potuto leggere e senza aver visto il mittente. Prego la persona interessata di rimandarmelo. In generale sappiate che io pubblico SEMPRE tutti i commenti, salvo che non presentino contenuti volgari o illeciti, quindi una eventuale mancata pubblicazione (che mi auguro non capiti più) può dipendere esclusivamente, appunto, da una fatalità o da un errore, e basta comunque rimandarlo perché io posa procedere subito a ripristinarlo. Grazie per la collaborazione e... aspetto la "seconda edizione". Grazie. A più tardi

giovedì 12 marzo 2009

Il guadagno è arrivato al 71%... in 4 giorni!




Diavolo d'un Carchidi! Avete visto cosa è riuscito a combinare?
La Put 13.000 a 298 l'ha venduta davvero; e 298 è stato il prezzo massimo del giorno! Incredibile: se non lo avessi visto io con i miei occhi (e l'ho anche pubblicato sul blog ieri sera) non ci avrei mai creduto.
Devo dire che è stato di parola: aveva detto che ci sarebbero potuti essere profitti stratosferici, ed è riuscito a farci guadagnare il 71% un 4 giorni, senza farci perdere più di un minuto per inserire gli ordini, una sola volta al giorno prima di andare al lavoro. Ma questa è una pacchia!
Non solo, ma ho calcolato che 710 Euro corrispondono, appunto, al 71% su 1.000 del capitale stanziato, ma molto, molto di più sul capitale effettivamente messo a rischio, decisamente inferiore ai 1.000 Euro in qualunque fase del modello speculativo.
Forse sarà stato anche fortunato, ma certo non mi pare uno dei tanti ciarlatani che fanno promesse a vuoto. Per questo ha voluto che i suoi suggerimenti venissero pubblicati sempre "prima"; perché "dopo" sono bravi tutti a fare statistiche inutili e a chiamarle pomposamente "analisi tecnica". Questo, ragazzi miei, è uno che fa sul serio.
Pensate: mi ha detto che da domani tornerà lui in persona e ci farà anche una serie di lezioni teoriche. E da lunedì aprirà una rubrica di "segnali operativi", che non sarà più gratuita (ormai quello che doveva dimostrare l'ha ampiamente dimostrato!) ma, in compenso, sarà "garantita", nel senso che al di sotto di una certa percentuale (notevole!) di guadagno rinnoverà automaticamente l'abbonamento.
Evidentemente è sicuro del fatto suo...

Ancora un 44% di profitto in 24 ore



Cari Amici,
sono sempre io, Vincenzo Immaginario, e ieri ho sentito ancora al telefono il mio consulente Vincenzo Carchidi.
Innanzi tutto si scusa perché è un po' in ritardo con le risposte ai vostri commenti (ma in giornata provvederà). Poi mi ha precisato che ieri è stato più contento di martedì, anche se il profitto è stato inferiore in termini assoluti. Allora gli ho chiesto come mai, e lui mi ha spiegato anche il perché.
In effetti mi ha fatto notare che comprare una Put a 150 e ritrovarsela in chiusura a 216 significa comunque aver guadagnato il 44% del capitale messo a rischio, con la possibilità che magari oggi si guadagni ancora. E lui tiene molto a queste cose: diminuire il rischio e aumentare il guadagno percentuale: dice che è la vera strada per la ricchezza...
Comunque nel week end rientrerà lui in persona a curare questa rubrica, per dare più informazioni tecniche, insomma, più teoria.
Intanto, però, oggi c'è da chiudere la Put 13.000 rimasta aperta. Dicevamo che ieri in chiusura ha segnato il prezzo di 216. Oggi proveremo a venderla meglio, addirittura a 298. Se ci riusciremo, il guadagno sull'operazione di ieri sarebbe quasi del 100%. Quindi io immetto proprio adesso, in piena notte, il seguente ordine:

1 Put Marzo base 13.000 in vendita a 298. A me sembra difficile, ma Carchidi mi sembra fiducioso... vedremo!
Ciao a tutti da Vincenzo Immaginario

mercoledì 11 marzo 2009

Giorno 3: Vincenzo Immaginario vuole di più

Rieccomi qui, cari amici.
Come vi avevo accennato, ho telefonato al mio consulente. Io ero euforico per li bel guadagno di ieri, ma lui sembrava quasi insoddisfatto.
In particolare, sembrava sinceramente dispiaciuto che questo bel rimbalzo fosse capitato nella "fase 1" del suo corso, perché se ci fossimo trovati invece nella "fase 2" sarebbe andata ancora meglio...
Ovviamente non ho resistito alla tentazione di farmi spiegare la "fase 2", e sapete cosa mi ha detto? Che lui comunque non ama rischiare troppo sulla "previsione", e che bisogna essere pronti a guadagnare sia quando il mercato sale che quamdo il mercato scende; sia quando si indovina la tendenza, sia quando la si sbaglia.
Ha aggiunto che sarebbe tutto più facile se io potessi inserire gli ordini anche durante gli orari lavorativi, ma sa che non mi è possibile e allora mi ha dato un "piano strategico" per domani, che io inserirò subito nei miei ordini.
In pratica mi ha consigliato di:

1) Comprare Call marzo base 14.000: 1 a 150 e 1 a 100;
2) Comprare Put marzo base 13.000: 1 a 150 e 1 a 100;

Ho chiesto che senso ha comprare Opzioni che vanno in direzioni opposte: la Put al ribasso e la Call al rialzo.
Mi ha detto che me lo spiegherà meglio domani... o meglio, più tardi, visto che ormai la mezzanotte è passata da un prezzo.

martedì 10 marzo 2009

Guadagnato il primo 45% (in 24 ore!)



Ciao Amici,
sono io, "Vincenzo Immaginario", e voglio dirvi che sono contento di aver guadagnato bene: ieri ho comprato 3 Call 14.000 alla media di 100 punti (250 Euro) ciascuna, e già oggi le ho vendute alla media di ((120+148+168)/3=) 145,33 (363,33 Euro) ciascuna, con un guadagno di oltre il 45% in un giorno.

Togliendo 18 Euro di commissioni mi ritrovo con 1.297 Euro sul conto, che comunque equivalgono al 29,7% di guadagno netto sui 1.000 stanziati inizialmente, compresi quelli non utilizzati. Davvero niente male!

Adesso però voglio telefonare al mio consulente, sia per ringraziarlo sia per chiedergli cosa faremo domani.

Ve lo farò sapere in nottata. Ciao a tutti

Vincenzo Immaginario

lunedì 9 marzo 2009

Giorno 2 (parla Vincenzo Immaginario)

Oggi non ho fatto un buon affare: ho creduto di più nel rialzo, e invece… giù di nuovo!
Ma mi consolo pensando che con il mio precedente investimento sarei andato un po’ peggio… rischiando di più!
Però non sono qui per consolarmi: io voglio cercare di guadagnare.
Si, lo so che non si può guadagnare ogni giorno, però mi scoccia tanto aver cominciato male.
Adesso cosa faccio?
Dunque… rivediamo la situazione: oggi ho acquistato 3 Opzioni Call 14.000 con scadenza marzo (precisamente venerdì 20 marzo, in quanto mi hanno detto che i mesi della Borsa si chiudono sempre al 3° venerdì, salvo festività). Ho pagato 130 punti per la prima, 100 per la seconda e 70 per la terza: in totale 300 punti, ossia una media esatta di 100 punti ad Opzione.
Ma nonostante che il mercato abbia chiuso al ribasso, sono rammaricato di non aver comprato anche a 50 punti, perché in questo caso la media sarebbe scesa a 87,5.
Attualmente una Call 14 vale 68 punti, quindi sto perdendo 32 punti su ciascun acquisto: in tutto 96 punti, corrispondenti a 240 €, più o meno la stessa cifra che avrei verosimilmente perduto con i 10.000 Euro investiti in Borsa, ma con molti meno rischi e meno esposizione
Inoltre credo di avere imparato un paio di cosette. Provo ad elencarle:

1) Con le Opzioni “fare media” (acquistandone più di una a prezzi differenti) è una buona idea (mentre è una pessima idea per le azioni e per i futures)
2) Scommettere con le Opzioni su una inversione di trend è sempre conveniente… anche quando si perde

Il fatto di perdere singole battaglie, non solo non è disdicevole, ma è addirittura fisiologico. Ciò non toglie che quando si gioca in condizioni di “convenienza” la probabilità di conseguire i vantaggi voluti diventa sempre più concreta con l’aumentare dei tentativi effettuati.
Ma adesso siamo già a “mezzanotte e dintorni”. Domani vi spiegherò meglio che cosa intendo. Adesso mi devo concentrare sugli ordini da inserire domani mattina. Ho ancora 90 Euro da spendere in Opzioni.
Io insisto a puntare nuovamente sull’ipotesi del “rimbalzo tecnico”, ma mi rendo conto che adesso ho in essere un portafoglio di cui devo tenere conto, e allora per domani ho già inserito questi ordini:

Acquistare 1 Call Marzo base 14.000 a 40, 1 a 30 e 1 a 20
Vendere 1 Call Marzo base 14.000 a 120, 1 a 148 e 1 a 168

Domani ve ne riparlerò volentieri…

domenica 8 marzo 2009

Giorno 1 (parla Vincenzo Immaginario)




Che giornataccia questa domenica, ci mancava solo la festa delle donne. E poi a mio avviso le donne sono creature così splendide che bisognerebbe festeggiarle sempre, escluso, magari, l’8 marzo!
Ma adesso non ho tempo per questi pensieri. Domani comincia una nuova settimana e ho deciso di dare retta a un tale che mi prospetta la possibilità di recuperare il denaro perso in borsa. Magari…
Spero proprio che non sia della stessa razza di quelli che mi avevano promesso la luna e poi sono venuti a testa bassa a dirmi che sono successe “cose imprevedibili”…
Questo strano tizio mi dice che l’andamento dei mercati è sempre stato “imprevedibile”. Ma loro sostenevano il contrario, e facevano anche “analisi tecnica” e altri calcoli complicatissimi, che avrebbero ottimizzato, appunto, la previsione… Insomma, se i mercati erano “prevedibili”, perché non hanno fatto prevedere questo crollo, pur così evidente e rovinoso?
Mi sa che questo tizio qualcosa di giusto lo dice: è per questo che ho deciso di provare.
D’altro canto mi sono rimasti solo 10.000 Euro (un anno fa ne avevo 50.000). Pensavo che fossero pochi per “recuperare”: quando si passa da 50.000 a 10.000 vuol dire che si è perso l’80%, ma adesso tornare da 10.000 a 50.000 significherebbe guadagnare il 400%. Mi sembra una bella differenza…
Eppure questo tizio mi dice che avendo 10.000 Euro non ne devo rischiare più di 1.000, perché la prima regola di un buon investitore è quella di non utilizzare mai più del 10% del capitale.
Gli ho chiesto: “Ma come posso mai sperare di recuperare i miei 40.000 Euro investendone solo 1.000?”.
Sapete cosa mi ha risposto, quell’impertinente? Che i 40.000 Euro persi non sono più miei, quindi la sola realtà che conta sono i 10.000 attuali, non i 50.000 precedenti e, come se non bastasse, mi ha chiesto: “Se non riesci a recuperarli così, pensi di risolvere il problema tenendoli ancora impegnati nello stesso tipo di operazione che ti ha portato alla rovina”?
Devo ammettere che c’è del vero. La mia perplessità è un’altra: se vendo adesso, chi mi dice che il mercato poi non rimbalza, magari proprio in questa settimana, e finisce che mi devo anche “mangiare le mani”?
Ma poi devo ammettere che questo stesso ragionamento l’ho fatto anche alcuni mesi fa… e mi è costato caro!
Il punto, però, non è questo. Il tizio mi dice che in caso di “rimbalzo” io posso guadagnare molto di più con 1.000 Euro investiti in Opzioni Call che con 10.000 gestiti con il mio vecchio metodo perdente; ed ha aggiunto – soprattutto – che se il mercato continuasse ad andare a picco, io non potrei in nessun caso perdere un solo centesimo in più dei 1.000 Euro. Stando così le cose, non mi sembra che ci sia molto da pensarci…
Però c’è un problema: io non so neppure cosa significa “Opzione Call”. Per il momento mi ha spiegato semplicemente che si tratta di uno strumento “derivato” (non capisco neppure questa parola, ma l’ho sentita in tv… ed erano tutti così preoccupati!) che in caso di rialzo può aumentare di valore in maniera impressionante, e che comunque, una volta pagato (poco) non comporta alcun altro impegno o rischio. Certo, c’è un limite di tempo, ma più di quello non puoi perdere…
Insomma, va bene così. Ho deciso di cominciare per gradi e così voglio fare.
In questa prima settimana (da lunedì 9 a venerdì 13) voglio semplicemente puntare sul “rimbalzo”, ossia su una ripresa, magari anche solo temporanea, dell’indice S&PMib, quello che rappresenta i 40 titoli più importanti della Borsa Italiana. E voglio seguire alla lettera le tecniche di quel tizio. Poi venerdì sera tirerò le somme.
A dire il vero so già per “certa” una cosa (mi dice che è un fatto matematico elementare, applicabile anche ad altre complicate diavolerie, che si chiamano, Fib e Minifib): che anche se il mercato dovesse ulteriormente sprofondare in nessun caso potrei perdere più di 1.000 Euro, mentre se le cose dovessero andare bene… non diamo limiti alla provvidenza!
Naturalmente la settimana prossima vedrò di attrezzarmi per guadagnare bene anche in caso di ribasso, ma cominciamo con calma…
Dunque, che cosa devo fare? Ah, prima di tutto devo mettere 1.000 Euro sul mio conto derivati: io per state tranquillo ne ho aperti addirittura due (è talmente facile!): uno su Banca Sella e uno su Iw Bank. Lo strano tipo mi ha detto che sono le sole banche con cui ha lavorato e vanno bene entrambe, quindi vado sul sicuro…
Poi, domani mi dovrò svegliare 5 minuti prima, il tempo di inserire gli ordini di acquisto per queste benedette Opzioni Call sull’indice S&PMib (che paroloni: eppure ho visto che è una cosa davvero semplicissima!), di quelle che scadono il 20 marzo prossimo. So che ogni punto vale 2,5 Euro e quindi posso comprare per un totale di 400 punti al massimo (400 punti x 2,5 Euro = 1.000 Euro), o anche qualcosa di meno se voglio che in questa cifra restino comprese anche le commissioni della banca (io pago 3 Euro per ogni Opzione). Facciamo 390 punti, così mi tengo comodo…
Come base il mio amico mi ha consigliato di guardare i prezzi dell’ultima seduta e di sceglierne una che valga intorno ai 100 punti. Potrebbe fare al caso mio la Call 14.000, che venerdì in chiusura batteva 130.
Quindi inserisco 5 diverse proposte di acquisto a questi prezzi:

1) 1 a 130
2) 1 a 100
3) 1 a 70
4) 1 a 50
5) 1 a 40

Così facendo acquisterò una di tutte le Call 14.000 che raggiungeranno il prezzo stabilito. Insomma, se anche riuscissi a comprarle tutte spenderei in totale 975 € (390 punti x 2,5 €), oltre a 15 € (5 acquisti x 3 Euro) di commissioni, quindi 990 €. Il prezzo medio di carico sarebbe dunque pari a 198 € per ogni Call.
E qui comincia l’avventura…
Vi aspetto qui questa sera: faremo insieme i primi conti.

Corso Pratico Opzioni – Introduzione

Cari Amici,
benvenuti all’interno del mio corso introduttivo gratuito alle strategie per recuperare i soldi persi in Borsa (e/o per rilanciare e trasformare l’eventuale brutta avventura in una splendida occasione per crearsi un’attività redditizia).
Molti fra voi hanno creduto (colpa mia, che probabilmente non ne avevo precisato bene i termini) di iscriversi ad un “Corso” di tipo tradizionale, e magari di non avere tempo per seguire, di non poter rispettare gli orari e quant’altro.
Niente di tutto ciò. Anzi, grazie a questo blog (volutamente preferito al mio più professionale sito principale, che peraltro necessita di una radicale ristrutturazione), posso offrirvi un servizio ancora più completo e interattivo di quello che avevo previsto. Pertanto non sarete costretti a scaricare o a stampare alcunché: vi basterà seguire qui, giorno per giorno, gli argomenti che andrò a trattare, magari intervenendo con commenti, consigli ed obiezioni a cui darò risposta sempre qui, in modo tale che anche il “botta e risposta” sia patrimonio di tutti gli utenti.
Non solo: chi non ha tempo per seguire ogni giorno, comunque non si perde nulla, in quanto la forza di un blog è proprio nel fatto che il materiale pubblicato rimane sempre disponibile e disposto in ordine (inverso) di tempo, ed è sempre commentabile. Quindi ciascuno potrà seguire tutto il percorso secondo le proprie abitudini e le proprie necessità, senza comunque perdersi nulla.
Una precisazione importante: la “vera” speculazione con i Derivati (di cui le Opzioni rappresentano il capitolo di gran lunga più complesso, e tuttavia assolutamente preliminare ad un’operatività che non sia – come quasi sempre avviene – puro “gioco d’azzardo”) è un’opportunità veramente seria e straordinaria, una possibile autentica “Macchina per fare soldi”, ma guai a considerarla come un “giardino dei miracoli” dove basta piantare qualche zecchino d’oro per veder crescere alberi con i rami carichi di banconote.
Il sottoscritto non vende miracoli ma strategie razionali per puntare al successo economico nelle condizioni di minor rischio e maggiore convenienza, di minimo impegno di capitale e di massima potenzialità di guadagno IN TUTTE LE CONDIZIONI DI MERCATO, comprese le situazioni di “crollo” (nelle quali le giuste speculazioni al ribasso possono paradossalmente portare profitti elevatissimi).
Resta inteso tuttavia che l’elemento “rischio”, anche se limitato e comunque rigorosamente prestabilito e personalizzato, non è mai pari a “zero” (così come non lo è in una qualsiasi attività autonoma o imprenditoriale). Da questo punto di vista sarà opportuno, come meglio vedremo nel prosieguo, seguire una “strategia delle strategie”, che si può sintetizzare in questi termini: più bassa è la cifra che – in proporzione al capitale – viene messa a rischio, più elevate sono le possibilità di ottenere guadagni percentualmente assai elevati.
L’obiettivo da raggiungere, dunque, non è quello – impossibile – di “non perdere mai”, ma quello – possibilissimo – di perdere poco, o pochissimo, quando si perde e di guadagnare tanto, o tantissimo, quando si guadagna. Posso dire con certezza che chi è rimasto vittima dei crolli di Borsa ha – per definizione – adottato la strategia opposta…
Concludo con una nota “didattica”: questo Corso è rivolto a chi già conosce l’argomento, ma anche a chi non ne sa nulla. Io farò finta che nessuno (me compreso) sappia nulla, e “racconterò”, esprimendomi con un linguaggio assolutamente “non tecnico”, una sorta di “storia immaginaria” che però verrà scrupolosamente adattata alla realtà della settimana di Borsa che si apre domani. In tutto 5 giorni, da lunedì 9 a venerdì 13 marzo, durante i quali Vincenzo, il nostro personaggio misterioso (ma non troppo!) programmerà il suo piccolo investimento a notte fonda, o la mattina presto; inserirà gli ordini nel computer prima di andare al lavoro (questo Vincenzo ha il mio stesso nome, ma è molto più metodico di me: ogni mattina esce di casa alle 7,30 per tornare all’ora di cena); ogni sera mette giù un bilancio provvisorio della giornata e fa, nel bene o nel male, le sue riflessioni; il venerdì pomeriggio, infine, esegue una valutazione oggettiva della propria settimana lavorativa, e decide se è pronto a passare al passo successivo, o preferisce ripercorrere la stessa strada su basi diverse.
Il primo passo Vincenzo lo farà questa sera, sul tardi, e lo pubblicherà qui, su questo blog. A presto…

martedì 3 marzo 2009

BORSA: dove andremo a finire?

La domanda giusta non è questa. Il vero quesito che dovrebbe porsi un investitore lungimirante (se è realmente desideroso di recuperare le perdite subite in conseguenza del crollo e, soprattutto, di costruirsi un modello operativo capace di ribaltare una rovina passata in una redditizia attività per il futuro) è il seguente: quali errori ho fatto? E poi: in che direzione devo muovermi per evitare di cadere nuovamente nella trappola dei “guadagni facili” che si trasformano in rovinose perdite?
Ma anche quei pochi, pochissimi, che dal crollo sono usciti indenni, o addirittura con qualche soldo in più, hanno comunque il dovere di chiedersi se la loro performance sia stata o meno la migliore possibile?
Una volta impostato correttamente il discorso, vedrò di abbozzare una prima risposta a queste domande, precisando anticipatamente che nei prossimi giorni inviterò tutti gli iscritti a un CORSO GRATUITO in cui spiegherò dettagliatamente le strategie grazie alle quali nel 2008 i miei clienti hanno realizzato – pubblicamente – un profitto netto di oltre il 200%.
Ho pensato all’opportunità di un CORSO GRATUITO (per essere invitati a parteciparvi basterà che mi comunichiate il vostro indirizzo di posta elettronica utilizzando il modulo di iscrizione – senza impegno e con possibilità di cancellarsi in qualsiasi momento - qui a destra), perché è comprensibile che chi si è appena “scottato” possa esitare prima di dare fiducia a un nuovo “consigliere”, che magari gli chiede anche dei soldi in anticipo (non è questo il mio caso!).
Non voglio infatti girare il coltello nella ferita, ma non vi siete mai chiesti perché nessuno vi aveva proposto soluzioni in cui “prima” si sarebbero visti i risultati e solo “dopo” avreste pagato il servizio? Fatto è che qualcuno ha incassato laute commissioni… per avervi fatto perdere tanti soldi!
Ma torniamo al quesito: quali errori avete fatto?
Quasi certamente più di uno, ma quelli fondamentali sembrano essere sempre gli stessi: aver puntato sulla (delirante) convinzione che sui mercati sia possibile fare “previsioni” e, in particolare, previsioni utilizzabili per trarre dei profitti; al tempo stesso aver ignorato che in Borsa si può vincere con i sistemi e con i modelli matematici “veri”, non con le castronerie pseudo-statistiche dell’analisi tecnica o dei cicli economici; infine, aver trascurato il fulcro della buona speculazione: rischiare poco per guadagnare molto e non – come si è fatto – rischiare molto per guadagnare poco…
E adesso cosa si può fare? Certamente “non perseverare” con le strategie perdenti, come invece fa la stragrande maggioranza delle vittime del grande crollo, che spesso credono di poter individuare la soluzione nel “non vendere” perché “prima o poi i mercati dovranno risalire…”, non accorgendosi che si affidano, ancora una volta, a delle previsioni fondate sul nulla, e, nel migliore dei casi, inutilizzabili (“prima o poi” in queste cose non vuol dire proprio nulla!).
La realtà, per quanto dolorosa, è una soltanto: i soldi persi sono soldi persi, e rapportarli al capitale iniziale non ha alcun senso se non quello di rammaricarsi. Oggi i soldi disponibili sono solo quelli che sono rimasti: gli altri, semplicemente non esistono. Anziché sconfortarsi inutilmente, bisogna pensare di recuperarli sostituendo alle precedenti (costosissime) illusioni dei metodi razionali e validi, su cui occorre acquisire la giusta convinzione e consapevolezza.
Adesso il fatto è questo: chi ha perso, ad esempio, il 50% di quello che aveva, oggi, per tornare alla situazione precedente, non deve più guadagnare il 50%, ma il 100% di quello che è rimasto.
Ma se qualcuno è capace (o crede di esserlo) di guadagnare il 100%, magari in poco tempo e magari senza ulteriori rischi, che problemi può avere?
Certo, puntare sulla speranza (o illusione) che le quotazioni possano presto tornare ai livelli di qualche anno fa, non è un buon inizio per chi pensa di voler invertire la rotta…
Insomma, il punto è che bisogna impostare strategie potenzialmente molto redditizie, ma sicuramente non pericolose, altrimenti si ricade nello stesso errore…e non è detto che sia finita qui.
Proprio nelle scorse settimane un mio conoscente, vittima anch’egli dei recenti crolli, dopo avermi spiegato in dettaglio perché “adesso non si può che salire”, con dovizia di particolari, mi ha consigliato caldamente di comprare a piene mani “Unicredit”. Ho provato a rispondere che io avevo smesso di acquistare azioni quando avevo poco più di vent’anni, ma lui ha continuato ad insistere ed ha concluso dicendo: “ma come, tu che operi con i Derivati hai paura di comprare delle azioni a un prezzo così appetibile?”.
A parte gi esiti del suo investimento (che potete facilmente immaginare), resta da sottolineare la convinzione che i Derivati siano più pericolosi delle Azioni; una convinzione quotidianamente alimentata anche dai telegiornali e dagli interventi di chi avrebbe il dovere di informare correttamente, anziché di sciorinare slogan privi di realtà e di fondamento.
La verità è che i pochi, pochissimi, che da questa crisi hanno tratto vantaggi – anche enormi – sono stati proprio coloro che hanno utilizzato (bene!) i Derivati; i pochi, pochissimi, che hanno dormito sonni sereni (anzi, spesso bellissimi) sono stati ancora una volta coloro che hanno utilizzato (bene!) i Derivati; i pochi che hanno potuto fare a meno di rincorrere ossessivamente i grafici perdenti dell’analisi tecnica sono stati sempre coloro che hanno utilizzato (bene!) i Derivati.
E intendiamoci, questa non è una mia personale convinzione, ma una realtà matematica che nessun sedicente “esperto” può contraddire: solo utilizzando (correttamente, però!) i “pericolosissimi” Derivati si possono costruire strategie in cui è sufficiente disporre di un capitale minimo, è possibile mettere a rischio cifre anche irrisorie, ed è possibile (concretamente) puntare a profitti spettacolari.
Il fatto che poi la stragrande maggioranza degli operatori utilizzi i Derivati come una pistola puntata sulla propria tempia – o per ignoranza o per azzardo – è assolutamente vero, ma è tutto un altro discorso… La realtà incontrovertibile è che i Derivati possono essere non solo strumento di grandi guadagni, ma anche – e soprattutto – garanzia di un rischio contenuto e gestibile al 100%.
Ed è una realtà che non viene minimamente compromessa dalla constatazione che molta gente ci si rovina, per incoscienza e/o per imperizia.
A me personalmente nel febbraio 2007 è capitato di guadagnare, nel giro di 72, ore più di 10.000 Euro con un capitale disponibile di 187 Euro. Naturalmente non sono cose che capitano tutti i giorni, ma la certezza è una: che per guadagnare 10.000 Euro qualche volta basta anche un capitale 60 volte più piccolo… e che comunque non avrei potuto perdere – matematicamente - un solo centesimo in più dei 187 Euro programmati. Questi sono i Derivati, per chi li sa utilizzare bene: minimo rischio, massima potenzialità di rendimento, anche quando le Borse crollano…
E qui concludo con una doverosa precisazione: lungi da me l’intenzione di promettere soluzioni miracolose. Ciò che io posso e voglio offrire sono soluzioni matematiche “incontestabili”, il cui presupposto – sicuro - è quello di abbassare drasticamente l’entità del rischio, e il cui obiettivo – assolutamente razionale – è quello di moltiplicare l’entità dei possibili guadagni.
Questi modelli garantiscono il verificarsi di esiti precisi in condizioni precise e, in particolare, limitano rigorosamente l’esposizione finanziaria prescindendo totalmente dall’aleatorietà delle previsioni relative agli andamenti dei mercati finanziari.
Il mio impegno resta perciò circoscritto all’insegnamento delle tecniche di contenimento del rischio e di strategie matematiche tendenti all’ottimizzazione dei potenziali guadagni.
Ricordate sempre che le performances passate non costituiscono alcuna garanzia per il futuro. Questa affermazione per me non è soltanto una formuletta di rito ma una convinzione importante ed assoluta, che fra l’altro ben evidenzia la logica completamente diversa dei miei “sistemi di Borsa”, le cui garanzie di tipo strettamente matematico sono – proprio in quanto tali – immutabili e valide per sempre… almeno fino a quando non cambieranno le regole sostanziali del mercato o la matematica non verrà smentita!
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E perché si rendano conto che un consulente consapevole e sicuro di sé è ben lieto di essere pagato “dopo” aver fatto toccare con mano i risultati.


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