
Settimana delle "3 streghe": la chiamano così, perché contiene il venerdì delle "3 streghe".
A parte il gergo, a noi importa sapere una cosa, che il 20 (3° venerdì del mese) arrivano a scadenza sia le Opzioni che i Futures (Fib e Minifib) del mese di marzo.
Mentre le Opzioni scadono la mattina (in fase di apertura) di "ogni" mese di Borsa, i Futures scadono in contemporanea solo a marzo, giugno, settembre e dicembre.
Ma non dilunghiamoci in dettagli e pensiamo solo all'operatività tenendo però molto conto di queste scadenze, in quanto si tratta di una settimana particolare, molto bella e molto pericolosa, come già anticipato nel titolo.
Quando - come in questo caso - le Opzioni sono molto vicine alla scadenza, infatti, il loro "valore temporale" diminuisce sempre più velocemente (a parità di altre condizioni), mentre il "valore intrinseco" si modifica bruscamente.
Mi rendo conto che si tratta di una terminologia incomprensibile per i meno esperti, e quindi spiego il tutto con un esempio pratico ed estremamente concreto.
Per domani, lunedì 16 marzo, prenderò in considerazione due Opzioni Mibo, e precisamente la Put Marzo base 13.000 e la Call Marzo base 14.500.
Volendo avere un capitale complessivo di rischio pari a 1.000 Euro, cercherò di comprare (a buon prezzo: questo è essenziale!) sia le Put che le Call fino a una spesa massima complessiva di circa 500 Euro (equivalenti a 200 punti: ricordo che il costo di un'Opzione si ottiene moltiplicando il numero dei punti per 2,5 Euro, quindi 200 punti costano 500 Euro). Probabilmente non riuscirò a comprarle tutte, ma il criterio è questo, e quindi inserisco subito gli ordini con limiti ben precisi di prezzo.
In questo caso (è l'ultimo giorno) li comunico qui, pubblicamente, mentre da domani manderò i "segnali" durante la notte ai soli utenti abbonati, ferma restando la pubblicazione sul sito "dopo" la chiusura della seduta.
Ovviamente sconsiglio di intraprendere una operatività effettiva a chi non intende abbonarsi, perché non avrebbe modo di seguire in tempo utile il mio sistema.
Ebbene, nel caso specifico di domani inserirò delle proposte casualmente (ma non troppo!) basate su identici livelli di prezzo sia per le Call 14.500 che per le Put 13.000; precisamente i miei ordini saranno relativi all'acquisto di un lotto, per ciascuna delle due Opzioni, ai seguenti valori (punti): 50 - 40 - 35 - 30 - 25; totale 180 punti, ossia 450 € per le une e/o per le altre, in modo che resti anche un ampio margine per le commissioni (da 3 a 5 Euro a contratto).
In pratica, se il minimo dell'Opzione (Call e/o Put) resta sempre superiore ai 50 punti per tutta la seduta non ne compro neppure una; "sotto" i 50 punti ne compro una, sotto i 40 ne compro 2, sotto i 35 ne compro 3 e così via. Insomma, comprerò tutte quelle che risulteranno superiori rispetto al valore minimo della giornata.
Perché dico "superiori" e non "uguali". Insomma, se il minimo della giornata dovesse essere 25, io avrò la certezza di comprarle tutte o no?
No: avrò la "quasi" certezza, ma per essere sicuro il prezzo minimo dovrebbe essere 24, perché se invece è 25 gli ordini verranno eseguiti in base all'orario di inserimento, e per questo preferibile, nei limiti del possibile, inserirli in nottata o, al limite, la mattina sul presto.
Comunque, torniamo a noi. Immaginiamo per un attimo (ma obiettivamente è poco probabile) che domani sia la Call 14.500 che la Put 13.000 tocchino un minimo di 24 punti, o addirittura meno.
In questa ipotesi estrema io domani sera mi ritroverò in portafoglio 5 Call + 5 Put, e avrò sul conto 100 Euro meno le commissioni (da 30 a 50 Euro complessivi, ai prezzi correnti).
Che cosa succederebbe se io a quel punto lasciassi le cose come stanno?
Ve lo dico subito: dovrei aspettare di vedere come apre, venerdì mattina, l'indice S&PMib ed attendere poi il suo valore ufficiale (che di solito viene comunicato
intorno alle ore 9,10 sempre del 3° venerdì del mese).
In quel momento le mie Opzioni in portafoglio verrebbero conguagliate con l'indice ufficiale, e i punti verrebbero calcolati in questo modo:
Se l'indice vale, ad esempio, 12.500, ciascuna delle mie 5 Put (che sono Opzioni al ribasso, e in questo caso diventano attive da 13.000 in giù) varrà 500 punti, ossia la differenza "al ribasso" fra la base (13.000) e il valore effettivo dell'indice (12.500). 5 put che valgono 500 punti ciascuna mi portano perciò a incassare 2.500 punti, e siccome ogni punto vale 2,5 €, sul mio conto verranno accreditati (2.500 x 2,5 =) 6.250 Euro! Viceversa, le 5 Call rimarranno fortemente fuori prezzo (perché il loro valore - essendo Opzioni al rialzo - si determinerebbe da 14.500 in su. Però - attenzione - si limiterebbero all'azzeramento, ma non comporterebbero comunque nessuna altra perdita se non il prezzo già pagato per l'acquisto (e non pagherebbero nemmeno commissioni, in quanto risultano semplicemente "abbandonate").
Immaginiamo adesso la situazione opposta. Se l'indice dovesse invece valere 15.384 punti, cosa succederebbe? Che ciascuna delle mie 5 Call (che sono Opzioni al rialzo, e in questo caso diventano attive da 14.500 in su) varrà 884 punti, ossia la differenza "al rialzo" fra il valore effettivo dell'indice (15.384) e la base (14.500). 5 Call che valgono 884 punti ciascuna mi portano perciò a incassare 4.420punti, e siccome ogni punto vale 2,5 €, sul mio conto verranno accreditati (4.420 x 2,5 =) 11.050 Euro! Questa volta sarebbero le Put a restare fuori prezzo (perché il loro valore - essendo Opzioni al ribasso - si determinerebbe da 13.000 in giù. Anche in questo caso non ci sarebbero tuttavia ulteriori esborsi per le Put abbandonate.
E cosa succederebbe, infine, se l'indice di apertura di venerdì 20 marzo rimanesse nell'area compresa fra un minimo di 13.000 e un massimo di 14.500 punti?
Semplicemente che si azzererebbero sia le Call che le Put, e quindi sul conto rimarrebbero soltanto i 100 Euro (al netto delle commissioni) rimasti dopo l'acquisto, fatto lunedì 16 marzo, delle 10 Opzioni.
Da questi tre ipotetici scenari (tutti possibili e verosimili, specie in tempi come questi) possiamo trarre alcune importanti considerazioni:
1) Non possiamo in nessun caso perdere più di quanto abbiamo già speso, perché la peggiore ipotesi possibile è quella di un "azzeramento" delle Opzioni, e nulla più;
2) Possiamo anche decuplicare (e oltre) il nostro investimento, in pochi giorni e senza alcuna fatica;
3) Impiantare un'operazione del genere significherebbe accettare preventivamente il rischio - assolutamente concreto - di perdere quasi tutto il capitale impiegato (ecco perché questo tipo di operazioni implica che tale capitale sia soltanto una minima parte di quello complessivamente disponibile per investimenti a così alto rischio.
Ed ecco perché ho parlato, a ragion veduta, di settimana "bella e pericolosa": bella perché si possono anche realizzare guadagni smisurati (potenizalmente anche molto superiori ai valori ipotizzati); pericolosa perché è notevole il rischio di azzerare o quasi il capitale impiegato. Resta il fatto che il rapporto rischio/rendimento può essere considerato con maggiore serenità se, appunto, si impiega solo una minima parte del capitale complessivo...
Ma c'è comunque un modo per ridurre il rischio (e contenerlo anche ben al di sotto del massimo previsto) e/o per aumentare il potenziale guadagno, ed è quello di fare un po' di trading, ossia di comprare e rivendere (una sola volta al giorno, prima di andare al lavoro, com'è negli intenti di questo primo corso pratico sulle Opzioni) secondo le esigenze.
Mi spiego: è vero che le Opzioni (specie se lontane dalla base, come quelle che stiamo attualmente considerando) nell'ultima settimana perdono con grande rapidità il loro "valore temporale", e quindi tendono a deprezzarsi inesorabilmente se il mercato resta stabile; è tuttavia altrettanto vero che si valorizzano molto velocemente se si avvicinano al valore della base, anche senza raggiungerlo.
In pratica, se dopo un giorno (o meglio ancora poche ore) di operatività l'indice S&PMib si sposta notevolmente all'insù, le Call tenderanno a valorizzarsi di molto, sopravanzando l'erosione dovuta al tempo che passa e anche l'inevitabile svalutazione delle Put; viceversa, se il mercato crollasse, sarebbero le Put ad assumere (in genere ancor più marcatamente) il ruolo di "moltiplicatore" dell'investimento.
Insomma, una vero lotta fra "tempo" e "prezzo"; una settimana particolare (così come tutte le settimane che comprendono il 3° venerdì del mese, ma oggi ancora di più in quanto il mercato è soggetto a forti oscillazioni), in quanto è molto più facile straguadagnare (senza limiti teorici), ma è anche molto più facile perdere (sia pure rigorosamente entro i limiti prestabiliti).
Io lo faccio con grande passione, e cercherò di guidare passo passo gli abbonati, tuttavia - contro il mio interesse - ritengo opportuno invitare chi ancora non si sente pronto a rimandare una eventuale operatività reale alla settimana successiva.
A domani!